GIOIELLI ECOSOSTENIBILI: QUANDO L’ORO È ETICO E IL DIAMANTE SINTETICO

Attenzione per l’ambiente e rispetto per i diritti umani. Queste le scelte dei gioielli ecosostenibili.

Un outfit sostenibile non può non essere coronato da gioielli ecosostenibili.

Ad oggi non basta più chiedersi se il vestito è di cotone biologico o sfrutta materiali riciclati per appoggiare una moda ecosostenibile. È importante sapere anche se i beni di lusso derivano da una produzione rispettosa dell’ambiente, se la manodopera che li ha assemblati è giustamente retribuita e se le condizioni lavorative in cui opera sono sane. Il settore del gioiello, infatti, ha diverse questioni da sviscerare nel campo della sostenibilità.

L’ORO ETICO

L'oro etico viene usato per gioielli ecosostenibiliA definire l’eticità dell’oro sono due variabili: la provenienza e le modalità di estrazione. L’oro etico è quello acquisito da fonti di approvvigionamento ritenute responsabili in quanto rispettano le prassi ambientali, i diritti umani e combattono qualsiasi pratica illegale. Si tratta di una buona pratica che il settore orafo italiano ha già sposato. Sono tante infatti le aziende della penisola che ormai scelgono principi come il rispetto dell’ambiente, l’inclusione sociale e l’uso di materie prime certificate. Anche perché quando si parla di oro e sostenibilità sono diverse le pratiche che si possono mettere in atto. Tra queste il recupero di scarti di metallo da re-immettere nella filiera. Chimet, azienda di Arezzo nata come divisione interna della Unoaerre e specializzata nel recupero e nell’affinazione dei metalli preziosi, recupera materie prime preziose soprattutto da scarti dell’industria orafa, ma anche di altri settori: circuiti stampati, catalizzatori esausti, marmitte catalitiche. Una volta recuperate, le materie prime vengono rigenerate e rientrano nella filiera.

DIAMANTE SINTETICO

Lightbox è la linea di gioielli ecosostenibili con diamanti sinteticiUn’altra alternativa a basso impatto ambientale nel comparto orafo è il diamante sintetico. Prodotto in un laboratorio asettico, è sicuramente più sostenibile e meno caro del carato di diamante per cui è necessario “picconare” tre tonnellate di roccia, utilizzare nove litri di carburante e 2.534,78 di litri di acqua, in una situazione in cui i diritti umani sono tutt’altro che rispettati.

Anche De Beers, che ha costruito il suo successo su uno dei claim più celebri “Un Diamante è per sempre”, ha lanciato proprio in questi giorni il nuovo brand Lightbox, che propone pegni d’amore con diamanti sintetici. Disponibile per il momento solo online, questa nuova linea di gioielleria, grazie a costi pari a un decimo rispetto ai diamanti naturali, diventa accattivante soprattutto per chi ha meno possibilità economiche, come i più giovani. “Un Diamante è (finalmente) per tutti” grazie quindi a questa scelta non solo ecologica ma anche economica. O quasi.